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L'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SANREMO
di Giovanni B. Martini

Non si può parlare della storia del nostro Consiglio dell'Ordine senza far cenno alla storia del Tribunale e della stessa città di Sanremo, a cui i suoi avvocati sono stati sempre strettamente legati.

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Mappa con le demolizioni seguite ai fatti del 1753 (M. Vinzoni)

Sanremo, sullo spirare dell'Ancién Régime è vittima della sua stessa prosperità che la spinge a cercare, sulla base di antichi privilegi, una sempre maggiore autonomia da Genova.
E così, dopo la rivolta del 1753 contro Genova, Sanremo perde alcune prerogative del suo Commissariato che aveva ampia competenza giudiziaria su tutte le comunità della Riviera di Ponente ed aveva sede nella Città Vecchia, in Via del Capitolo.


Scorcio dell'antico palazzo di giustizia di via del Capitolo

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Al momento della creazione della Repubblica Ligure, di tendenze giacobine (giugno 1797), l’organizzazione giudiziaria si sviluppa con la divisione del suo territorio in Cantoni, nel capoluogo di ognuno dei quali veniva istaurato un Giudice di Pace; a sua volta i Cantoni erano raggruppati in Giurisdizioni, nel cui capoluogo era istituito un Tribunale civile e criminale.
Nel 1797 Sanremo era designata a capoluogo del Distretto o Cantone delle Palme, e l’anno successivo, a seguito di una delle vorticose leggi di riforma, a capoluogo di provincia della Giurisdizione delle Palme, con Tribunale civile e criminale cui erano sottoposti nove Cantoni (Ventimiglia, Triora, Taggia, Badalucco, Ceriana, Castelfranco, Colla, Bordighera e, naturalmente, Sanremo) che corrispondono quasi esattamente al suo attuale territorio.


Blasoni cancellati dai portali di Taggia (1797)

La legge organica della divisione del territorio della Repubblica Ligure del 17 gennaio 1803 n. 36, modificava tale ripartizione e stabiliva la divisione del territorio in sei Giurisdizioni, ognuna delle quali suddivisa in molteplici Cantoni.
Sanremo era a capo del decimo cantone, denominato delle Palme, ed ospitava il Giudice di Cantone (o di prima istanza) e faceva parte della sesta giurisdizione, denominata degli Ulivi, con capoluogo Oneglia, in cui risiedevano il Provveditore, la Giunta amministrativa ed il Tribunale Civile e Criminale che era stato rimosso da Sanremo.

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Tutto cambia di nuovo con la annessione (6 giugno 1805) della Repubblica Ligure all'Impero Francese.
Sanremo si presentava come una realtà sociale complessa sotto molti aspetti ed era pur sempre il riferimento di numerose città rivierasche del Ponente Ligure; periferica rispetto a Nizza, ma ricca e con circa diecimila abitanti, aveva un notevole peso economico che l’amministrazione dell’Impero non poteva ignorare.


Il Ponente ligure sotto l'Impero Francese (1814)

E' così che Sanremo diviene sotto-prefettura in cui è istituito un Tribunale che però (decreto dell'11 novembre 1805 n. 1115), per esigenze di assimilazione facilmente comprensibili, altro non è che il Tribunale di Monaco (istituito con legge 27/3/1800 e già da tempo francese) trasferito, magistrati compresi, a Sanremo.
Gli avvocati di Sanremo, attenti e preparati, evitano il primo scoglio, rappresentato dalle leggi giacobine che, in odio alle corporazioni ed alla venalità delle cariche, avevano abolito la funzione dell'avvocato, in quanto, secondo i principi rivoluzionari, carica inutile di fronte a dei giudici rappresentanti del popolo.
Napoleone infatti ripristinò l’avvocatura, anche se, attraverso l’istituzione dei Consigli dell'Ordine, la poneva sotto stretto controllo della magistratura di parquet e cioè dei pubblici ministeri, gerarchicamente dipendenti dall'esecutivo.
Ignoriamo chi fosse il primo Batonnier di Sanremo, mentre conosciamo il nome di quello di Torino, Claudio Berthier, il cui Consiglio dell'Ordine venne istituto il 7 agosto 1811.
Altro problema, di non facile soluzione per gli avvocati, è l'obbligo dell'uso della lingua francese, in quanto il decreto imperiale 20/6/1806 n. 1669 che prolunga per diciotto mesi la esenzione nell'arrondissement di San Remo (per Genova solo sei mesi) ai pubblici ufficiali dall'obbligo di redigere gli atti in lingua francese, specificava che "Il sera purvu au remplacement des officiers pubblics des pays énoncés dans le précédent article, qui, passé le délai fixé, rédigeraient des actes pubblics ou plaideraient en idiome de ces pays".


In Francia, al momento dell'annessione di Sanremo, è già in vigore (30 marzo 1804) il Codice civile dei francesi (divenuto poi Code Napoleon) ed i tecnici del diritto dispongono finalmente di un unico testo moderno a cui fare riferimento al posto del Corpus del diritto romano e della congerie di leggi particolari che sino ad allora aveva regolato i rapporti civili fra i cittadini.

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Dopo la caduta dell'Impero Napoleonico, la Liguria, compresa Sanremo, gode di una effimera reviviscenza della Repubblica Ligure (22 aprile 1814) e, su indicazione di una Commissione formata da tre giureconsulti, il Governo Provvisorio, con decreto del 4 maggio, crea un temporaneo ordinamento giudiziario che conserva i Tribunali di prima istanza (ivi compreso quello di Sanremo) e quelli di Commercio.
Ai primi sono demandate anche le cause criminali, nel passato regime affidate quasi tutte alla Corte d'Appello, con l'aggiunta di tre giudici ordinari, di tre supplenti, ed in loro mancanza, di uno o più avvocati o cittadini distinti del circondario, scelti dal Presidente del Tribunale.
Per l'appello viene ripristinato il principio della doppia conforme e si crea anche un Tribunale di Cassazione.

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La Liguria sotto il Regno di Sardegna (1815)

Colla riunione della Repubblica di Genova al Regno di Sardegna (editto 30 dicembre 1814), Sanremo ed Oneglia vengono a far parte del circondario di Nizza, il cui Senato (ripristinato il 19 aprile 1816) giudicava in grado di appello, con una particolarità però, che, essendosi a ciò impegnato nel Congresso di Vienna, il Regno Sardo manteneva per la Liguria il Codice civile ed il Codice di commercio francesi, mentre, non essendosi fatta parola del Codice penale e di quelli di procedura, si tentò di far applicare anche in Liguria le regie Costituzioni settecentesche (che prevedevano ancora supplizi di impronta medioevale), solamente con pochi adattamenti alla situazione peculiare (Regolamento del 13 maggio 1815), compreso l'obbligo della motivazione delle sentenze, che in Piemonte non venne imposto che nel 1838.
Al momento dell'annessione Vittorio Emanuele I si comporta come Napoleone, e non mostra molta fiducia nella fedeltà dei sanremesi, tanto che con decreto 19/4/1816 il Tribunale di Sanremo viene soppresso a vantaggio del Tribunale di Prefettura di Sospello e del Consiglio di Giustizia di Oneglia, centri di più sicura fedeltà, essendo entrambi appartenuti all’antico dominio dei Savoia, e bisognerà aspettare l’editto del 27/9/1822, a tenore del quale, nel territorio di competenza del Senato di Nizza venivano istituiti tre Tribunali di Prefettura, rispettivamente a Nizza, Sanremo e Oneglia, con soppressione del Tribunale di Sospello. Sanremo infatti era stata costituita capoluogo di provincia e perciò sede di tribunale, che trovava posto nel vecchio Palazzo Comunale di Piazza Cassini.


Scorcio del vecchio palazzo comunale di piazza Cassini (ora Nota)

La Provincia di Sanremo aveva una estensione di 685,64 Kmq. ed era composta di 28 comuni, divisi in otto mandamenti: Bordighera, Ceriana, Dolceacqua, Sanremo, S.Stefano al Mare, Taggia, Triora e Ventimiglia. Confinava a levante con Nizza, a ponente con Oneglia ed a settentrione con Mondovì e, come scrisse il Casalis nel suo Dizionario degli Stati di Terraferma di S.M. il Re di Sardegna (1849) il nostro comprensorio: "è il più ridente e il più salubre di tutte le coste del Mediterraneo".
Sanremo si trova, all'inizio, in uno strano interregno, dipendendo, per il grado di appello, dal Senato di Nizza che applicava la legislazione sabauda, la quale formalmente non si applicava nelle cause civili di primo grado trattate nel nostro Tribunale, nel cui territorio vigeva ancora il Code Napoléon, ad esclusione del mandamento di Dolceacqua, di diritto sabaudo. Il nostro Tribunale divenne presto una fucina in cui si cercavano di uniformare le diverse tradizioni giuridiche vigenti nei vari mandamenti che formavano il suo ambito di competenza territoriale, e questa evoluzione si concludeva solo con l’introduzione in tutto il regno del Codice Civile Albertino, entrato in vigore il 1° gennaio 1838 e di tutta la legislazione complementare, che rappresenta un notevole passo avanti nella tecnica legislativa.
Nel campo del diritto penale fu Carlo Alberto, all'inizio del suo regno, che abolì il supplizio della ruota e convertì in galera perpetua la pena di morte che sino ad allora era comminata per i furti semplici e domestici, mentre si vietava in qualunque caso "l’abbrucciamento del cadavere del delinquente", l’esemplarità delle tenaglie e la confisca generale dei beni. Tutto questo venne ribadito dal codice penale entrato in vigore il 15 gennaio 1840.


Scorcio della fortezza di Santa Tecla

Gli avvocati di Sanremo continuavano a mantenere una ampia autonomia, in quanto la carica di assessore è poco più che formale, mentre i procuratori sono inquadrati da un priore che ha maggiori poteri di controllo: si ha però l’impressione di una grande varietà, in quanto presso altri Tribunali del Regno le cariche portano nomi diversi e spesso avvocati e procuratori sono indicati senza alcun riferimento a particolari funzioni o cariche.
Sostanzialmente gli avvocati sono senza un ordine che li rappresenti, e la loro disciplina professionale era affidata alla magistratura, alla quale in definitiva gli avvocati erano subordinati.


Se consultiamo il Calendario generale del 1847, vediamo che Sanremo ha undici avvocati ed otto procuratori, mentre Nizza, nello stesso anno, ha 54 avvocati e 19 procuratori, anche se almeno due avvocati di Sanremo risultano iscritti anche all'Albo del Regio Senato di Nizza.
Con la promulgazione dello Statuto, le regie Patenti del 4 marzo 1848 stabilivano che gli antichi Senati, la cui denominazione da allora in poi era riservata ed una delle due Camere elettive, prendessero la denominazione di Corti di appello.

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La provincia di Nizza ceduta alla Francia nel 1860

Colla cessione di Nizza alla Francia (trattato del 24 marzo 1860, ratificato con legge 29/5/1860), a far data dal 14 giugno 1860 i Tribunali di Sanremo (che aveva perso con la l. 13/11/1859 n. 3781 la vecchia denominazione di Tribunale di Prefettura ed era denominato Tribunale di prima cognizione) ed Oneglia, che dipendevano dalla Corte di Appello di Nizza, furono assoggettati a quella di Genova (decreto del 14 luglio 1860): in seguito al trattato di cessione agli avvocati dei due Tribunali fu attribuita la facoltà di difendere davanti al Tribunale di Nizza e viceversa, facoltà che venne formalmente soppressa soltanto in seguito al trattato di pace di Parigi del 1947.


La popolazione di Nizza si reca a votare l'annessione alla Francia (1860)

Il Tribunale civile e correzionale di Sanremo era composto, al momento della costituzione dell’Unità d’Italia, da un presidente, due vice presidenti, tre giudici, un procuratore del Re, un sostituto procuratore del Re, un cancelliere, un vice cancelliere, un vice cancelliere aggiunto ed un segretario.
Vi era inoltre un Tribunale di Commercio formato da giudici non togati.
Anche se la legge 17/5/1859 aveva istituito Collegi elettivi di procuratori e le camere di disciplina, gli avvocati di Sanremo continuarono nel vecchio ordinamento sinchè con legge n° 1938 del 8 giugno 1874 fu costituito presso ogni Tribunale l'Ordine degli avvocati e dei procuratori, che unificava la disciplina delle professioni forensi in tutto il territorio nazionale e si creavano i presupposti di una maggiore autonomia degli avvocati, la cui organizzazione era stata ritenuta indispensabile per la loro indipendenza nello svolgimento della loro funzione. La legge è importante perchè prevede la possibiltà di cumulare le funzioni di avvocato e procuratore, pur contemplando ancora due elenchi distinti. Gli avvocati vennero quindi costititi in Collegi presso ogni sede di Tribunale e in ciascun Collegio fu istituito un Consiglio dell'ordine che aveva diverse funzioni: per la tenuta degli Albi, per vegliare sulla conservazione del decoro e dell'indipendenza del collegio, per reprimere (castigatio domestica) in via disciplinare abusi e mancanze, per comporre le contestazioni insorte tra avvocati e tra questi e i clienti.


Palazzo di giustizia di Sanremo (1900)

Il Tribunale di Sanremo negli Anni Settanta del XIX secolo venne trasferito in Piazza Colombo, nei locali dell'ex convento delle Salesiane opportunamente adattati e lì rimase sino al bombardamento del '44 che, trovata esca nel deposito di munizioni creato dai Tedeschi nell’attiguo Mercato dei Fiori, ne provocò la distruzione con l'irrimediabile perdita del suo archivio. Il Tribunale venne insediato quindi a Villa Ormond e nei primi anni Settanta del Novecento trovò la sua attuale destinazione in un nuovo edificio in Via Anselmi.


L'atrio bombardato del palazzo di giustizia (1944)

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Gli ordini rimasero in funzione sino al RD 2/11/1928 n. 2580, col quale vennero soppressi i Consigli e sostituiti con Commissioni reali, che avevano natura di organi statali.
Con il RDL 27/11/1933 n. 1578 convertito con emendamenti nella l. 22/1/1934 n. 36 e con successivo decreto, furono sciolti gli Ordini e le Commissioni reali e sostituiti con il sindacato di categoria su base provinciale costituito nel Direttorio del Sindacato Forense, con le stesse funzioni del Consiglio dell'Ordine.

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Villa Ormond ove riprese l'attività giudiziaria nel dopoguerra

Alla caduta del fascismo il d.lgs 23/11/1944 n. 369 soppresse le associazioni sindacali fasciste ed il d.lgs 23/11/44 n. 382 ricostituì i già soppressi Ordini, ristabilendo la libera elezione degli organi rappresentativi.


I verbali delle prime elezioni del Consiglio dell'Ordine (1946)

Il primo Presidente eletto fu l’Avv. Secondo Anfossi, poi senatore, e quindi l’Avv. Mario Garaccioni (1960-1961), l’Avv. Carlo Bensa (1962-1967), l’ Avv. Silvio Dian (1968-1991), l’Avv. Elio Spitali (1992-1995), l’Avv. Livio Sartore (1996-1999), l’Avv. Angelo Roggero (2000-2003), l’Avv. Bruno di Giovanni (2004-2006), l’Avv. Aldo Prevosto (2006-2009) ed infine l’Avv. Elvira Lombardi in carica.
Ad oggi, dai 19 tra avvocati e procuratori esercenti a Sanremo nel 1847, siamo passati agli attuali 334 avvocati.

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Un particolare ringraziamento devo alla dr. Elena Fiorani, dalla cui tesi di laurea sulla amministrazione della giustizia a Sanremo dalla Restaurazione allo Stato liberale ho tratto numerose notizie e suggerimenti.